Alejandra Salazar, la leggenda del padel femminile

Domiziano Conti • 17 ottobre 2026
Alejandra Salazar, campionessa di padel, posa con la sua racchetta Bullpadel, pronta per la prossima sfida.

Indice

Quando si parla delle grandi protagoniste del padel femminile, il nome di Alejandra Salazar emerge per continuità, risultati e capacità di adattarsi a un circuito sempre più competitivo. In questo articolo ripercorro la sua biografia, i traguardi più importanti, il ruolo nel gioco di destra e ciò che la sua esperienza può insegnare anche a chi gioca in Italia.

Una carriera che ha attraversato più generazioni del padel

  • Nata a Madrid il 31 dicembre 1985, ha iniziato alternando padel e basket.
  • Ha raggiunto il numero 1 del mondo quattro volte, in periodi diversi della carriera.
  • Ha conquistato sette titoli mondiali con la nazionale spagnola.
  • È una giocatrice di destra alta 1,68 metri, apprezzata per letture, controllo e intelligenza tattica.
  • A settembre 2026 ha chiuso il suo ultimo torneo a Madrid, con il ritiro previsto a fine stagione.

Alejandra Salazar, con un sorriso radioso, alza le dita verso il cielo, celebrando un momento di gioia tra la folla.

Chi è Alejandra Salazar e come è iniziata la sua storia

Alejandra Salazar Bengoechea è nata a Madrid il 31 dicembre 1985. Ha scoperto il padel osservando la madre giocare e, durante l’infanzia, ha praticato anche basket. La scelta definitiva è arrivata quando ha capito che il padel le offriva una combinazione irresistibile di velocità, strategia e duelli ravvicinati.

Il passaggio dal basket al padel non è un dettaglio secondario. Il primo sport le ha lasciato una buona base di coordinazione, anticipazione e movimento laterale, qualità che nel padel diventano preziose soprattutto nei recuperi e nelle coperture. La stessa atleta ha raccontato di aver continuato per un periodo a praticare entrambe le discipline prima di dedicarsi completamente alla racchetta.

La sua carriera professionistica dura da oltre due decenni, un arco temporale eccezionale in uno sport nel quale materiali, preparazione fisica e velocità di gioco sono cambiati profondamente. A metà settembre 2026 il profilo FIP la indicava al 14º posto mondiale con 4.633 punti, mentre il suo miglior piazzamento storico resta il numero 1.

I risultati che l’hanno resa una leggenda

Salazar ha raggiunto la vetta del ranking mondiale in quattro occasioni, nel 2009, nel 2016, nel 2021 e nel 2022. Il dato è significativo perché non descrive soltanto una stagione dominante, ma la capacità di tornare ai massimi livelli in epoche e con compagne differenti.

Nel corso della carriera ha condiviso il campo con giocatrici di primo piano come Carolina Navarro, Marta Marrero e Gemma Triay. Con quest’ultima ha formato una delle coppie più forti del padel recente, arrivando anche al numero 1 nel 2022. A mio avviso, questa versatilità è uno dei suoi meriti meno considerati: non ha costruito i risultati attorno a un solo sistema di gioco.

Traguardo Dato principale Perché conta
Numero 1 del mondo 2009, 2016, 2021 e 2022 Dimostra longevità ai vertici
Campionati mondiali 7 titoli con la Spagna È il suo risultato più importante in nazionale
Titoli ufficiali 62 secondo l’organizzazione del torneo di Madrid 2026 La colloca tra le atlete più vincenti di sempre
Posizione di gioco Lato destro Esalta costruzione, copertura e gestione del punto

Il numero dei titoli può variare in base al circuito e al criterio utilizzato per contarli. Un articolo della FIP del 2025 citava 59 titoli, mentre la comunicazione del torneo di Madrid del 2026 ne riportava 62. La differenza non cambia la sostanza: il suo palmarès appartiene alla fascia più alta della storia del padel femminile.

Il suo stile di gioco spiega gran parte del successo

Salazar gioca prevalentemente a destra, una posizione che richiede pazienza, precisione e grande senso della collaborazione. La giocatrice di destra non deve per forza chiudere ogni punto: spesso il suo compito è creare condizioni favorevoli, mantenere la coppia ordinata e scegliere quando accelerare.

Controllo prima della potenza

La madrilena ha costruito la propria identità sulla qualità della prima decisione. Sa quando rallentare con una palla profonda, quando usare una chiquita, cioè un colpo morbido che rimbalza basso vicino alla rete, e quando accompagnare la compagna nella transizione verso la posizione offensiva.

Questa impostazione è molto utile anche per gli amatori. Molti giocatori cercano subito il colpo vincente, ma nel padel il punto spesso si decide due o tre colpi prima, quando una coppia perde la posizione o forza una palla senza avere un vantaggio reale.

La bandeja come strumento tattico

La bandeja, il colpo sopra la testa eseguito con controllo e traiettoria relativamente sicura, non serve soltanto a rimandare la palla. Nel gioco di Salazar diventa un modo per conservare la rete, ridurre il rischio e costringere l’avversaria a colpire da una posizione scomoda.

Il suo esempio mostra una cosa che considero fondamentale: una bandeja efficace non deve essere spettacolare. Deve essere sufficientemente profonda, difficile da attaccare e coerente con la posizione della coppia. La tecnica conta, ma la scelta del momento conta ancora di più.

Leggi anche: Chingotto - Il segreto del padel vincente oltre la potenza

Adattamento e lettura della partita

Nel padel moderno le coppie cambiano spesso e ogni compagna porta caratteristiche diverse. Salazar ha saputo adattarsi a compagne più aggressive, a giocatrici orientate alla costruzione e a partner capaci di coprire grandi porzioni di campo. Questa capacità di leggere il contesto è probabilmente il suo vantaggio più duraturo.

Le ultime stagioni e il ritiro nel 2026

La stagione 2026 rappresenta il capitolo conclusivo della sua carriera professionistica. Il profilo FIP aggiornato al 14 settembre riportava 18 vittorie e 17 sconfitte nel Premier Padel, con il miglior risultato stagionale al 12º posto nella classifica dell’anno.

Il rendimento recente va interpretato con equilibrio. Non è realistico confrontare una campionessa quarantenne con i parametri fisici di una giocatrice all’inizio della carriera, ma è altrettanto riduttivo considerare il ranking attuale come una misura del suo valore storico. Nel 2026 ha ancora raggiunto semifinali e quarti di finale in tornei importanti, compreso il Major di Parigi.

Il torneo di Madrid disputato tra il 1º e il 6 settembre è stato il suo ultimo appuntamento professionistico nella città natale. La sconfitta nei quarti di finale contro Gemma Triay e Delfi Brea ha avuto un significato particolare, perché Triay è stata una delle sue compagne più importanti. Il ritiro definitivo è previsto al termine della stagione 2026.

Personalmente trovo interessante il modo in cui sta affrontando questa fase. Non ha bisogno di dimostrare di essere ancora la numero 1: il suo obiettivo sembra piuttosto chiudere il percorso con competitività, rispetto per il gioco e presenza accanto alle nuove generazioni.

Cosa può imparare un giocatore amatoriale da Salazar

Studiare una campionessa non significa copiare ogni gesto tecnico. La lezione più utile riguarda il processo decisionale e può essere applicata anche a una partita di livello intermedio.

  • Gioca per la posizione. Prima di cercare il punto, chiediti se la tua coppia è ben sistemata in campo.
  • Riduci gli errori gratuiti. Una palla profonda e sicura spesso vale più di un colpo potente ma difficilmente controllabile.
  • Comunica con il partner. Il padel è uno sport di coppia e la copertura deve essere decisa prima del colpo, non dopo.
  • Cambia ritmo. Alternare pallonetti, chiquitas, bandejas e palle lente impedisce all’avversario di giocare sempre nella stessa situazione.
  • Allena la pazienza. La rete si conquista con una sequenza di colpi, non con un’unica soluzione improvvisata.

Per trasformare questi principi in allenamento, proporrei una sessione semplice da 60-75 minuti. Dedica 15 minuti alla profondità dei colpi dal fondo, 20 alla bandeja e alla transizione verso la rete, 15 alle situazioni di difesa e il resto a punti condizionati nei quali si assegna il doppio del valore a chi conquista la rete senza commettere errori.

La preparazione fisica deve sostenere questo lavoro, non sostituirlo. Mobilità delle anche, forza delle gambe, stabilità della spalla e recupero tra gli scambi sono più utili di allenamenti casuali orientati soltanto alla potenza. Anche l’alimentazione va adattata alla durata della partita, alla temperatura e al livello di sudorazione, senza inseguire soluzioni miracolose.

Perché la sua eredità va oltre i trofei

Il valore di Salazar non si misura soltanto nei titoli o nelle settimane trascorse al vertice. Ha rappresentato una generazione di transizione, passando da un padel più lento e costruito a un gioco moderno, fisico e molto più internazionale.

Ha inoltre contribuito a rendere normale l’idea che una giocatrice possa restare competitiva per molti anni, lavorando sulla tecnica, sulla gestione del corpo e sulla capacità di cambiare compagna. Per chi pratica padel oggi, questa è forse la lezione più concreta: la longevità nasce dall’adattamento, non dalla ripetizione ostinata dello stesso modello.

La sua carriera si chiude con un bilancio difficilmente replicabile: quattro periodi da numero 1, sette titoli mondiali, decine di successi nel circuito e un’influenza evidente sulle giocatrici che sono arrivate dopo di lei. Anche quando non sarà più presente nei tabelloni, il suo modo di interpretare il lato destro, costruire il punto e competere con lucidità resterà un riferimento per chi vuole migliorare davvero.

Domande frequenti

Alejandra Salazar è nata a Madrid il 31 dicembre 1985. Ha scoperto il padel osservando la madre e, durante l’infanzia, ha praticato anche basket, sviluppando coordinazione, anticipazione e movimento laterale.

Ha raggiunto il numero 1 del ranking mondiale quattro volte, nel 2009, nel 2016, nel 2021 e nel 2022. Ha inoltre conquistato sette titoli mondiali con la nazionale spagnola.

Gioca prevalentemente a destra e basa il suo stile su controllo, lettura tattica e collaborazione. Usa bandeja, chiquita e palle profonde per conservare la rete, ridurre gli errori e creare condizioni favorevoli alla coppia.

La stagione 2026 è l’ultima della sua carriera professionistica. Il ritiro definitivo è previsto al termine della stagione, dopo aver disputato a settembre il suo ultimo torneo professionistico a Madrid.

Le lezioni principali sono giocare per la posizione, limitare gli errori gratuiti, comunicare con il partner, cambiare ritmo e conquistare la rete con una sequenza di colpi. L’articolo propone anche una sessione di allenamento di 60-75 minuti dedicata a profondità, bandeja, transizione e punti condizionati.

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Autor Domiziano Conti
Domiziano Conti
Mi chiamo Domiziano Conti e ho 13 anni di esperienza nel mondo del padel, dell'allenamento e dell'alimentazione sportiva. La mia passione per lo sport è iniziata fin da giovane, quando ho scoperto quanto fosse importante non solo allenarsi, ma anche nutrirsi in modo corretto per ottenere i migliori risultati. Scrivere su questi argomenti mi permette di condividere le mie conoscenze e aiutare gli altri a comprendere come un approccio integrato tra allenamento e alimentazione possa migliorare le performance. Mi dedico a esplorare le ultime tendenze nel padel, analizzando tecniche di allenamento efficaci e suggerendo piani alimentari bilanciati. Credo fermamente nell'importanza di fornire informazioni utili, accurate e facili da comprendere, motivo per cui mi impegno a controllare sempre le fonti e a semplificare concetti complessi. Spero che i miei articoli possano ispirare e guidare chiunque desideri migliorare nel proprio percorso sportivo.

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Commenti

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MI

Michele_CA

Ah, Alejandra Salazar! Una leggenda vivente, senza dubbio. Leggere della sua carriera mi fa pensare che certi atleti sono come i buoni vini, migliorano con l'età... o forse sono solo io che invecchio e apprezzo di più la costanza e la strategia rispetto alla pura forza bruta giovanile! Quattro volte numero uno del mondo, mica pizza e fichi, eh? E sette titoli mondiali con la nazionale spagnola, direi che ha fatto la sua parte per la patria. Mi fa sorridere il fatto che abbia iniziato alternando padel e basket, chissà se le sue letture di gioco e l'intelligenza tattica derivano anche da quella disciplina. Un vero peccato che si ritiri a fine stagione, anche se a Madrid ha chiuso in bellezza. Forse è ora che si dedichi a fare la commentatrice, così potremmo ancora godere della sua saggezza sul campo, senza doverla vedere sudare! 😆

Domiziano Conti
Domiziano ContiAutore

Grazie mille per il tuo commento! Ottime osservazioni.

AD

Adamo

Che carriera incredibile!