• Giocatori padel
  • Paula Josemaría, la campionessa che cambia il ritmo del padel

Paula Josemaría, la campionessa che cambia il ritmo del padel

Pietro Carbone • 25 settembre 2026
Paula Josemaria sorride con una racchetta da padel in mano, pronta per la partita.

Indice

Quando una giocatrice riesce a cambiare il ritmo di uno scambio con un solo colpo, il suo valore va oltre il numero di trofei vinti. Paula Josemaría è una delle figure più riconoscibili del padel professionistico: in questo articolo analizzo la sua carriera, i risultati aggiornati, il ruolo nella nuova coppia con Bea González e gli aspetti tecnici che anche un giocatore amatoriale può studiare.

La traiettoria e lo stile che hanno reso Josemaría una protagonista del padel mondiale

  • Profilo: giocatrice spagnola nata nel 1996, mancina e specialista del gioco offensivo.
  • Risultati 2026: 6 titoli, 46 vittorie e 11 sconfitte nel circuito Premier Padel al 14 settembre.
  • Carriera: 23 titoli e un bilancio complessivo di 194 vittorie su 234 partite nel circuito indicato dalla FIP.
  • Coppia attuale: dal 2026 gioca con Bea González dopo la conclusione della storica collaborazione con Ari Sánchez.
  • Lezione tecnica: aggressività, anticipo e capacità di aprire gli angoli contano più della sola potenza.

Paula Josemaria abbraccia una compagna dopo una partita di padel. Il pubblico applaude sullo sfondo.

Chi è Paula Josemaría e perché è così importante

Paula Josemaría Martín è una giocatrice spagnola originaria di Moraleja, in Estremadura. È nata il 31 ottobre 1996 e ha iniziato praticando tennis, esperienza che ha contribuito a costruire il suo timing e la sua sicurezza nei colpi al volo. Nel padel è arrivata relativamente tardi, a 17 anni, ma la progressione è stata rapidissima.

Nel 2017 ha raggiunto per la prima volta il quadro principale del World Padel Tour. Due anni dopo ha conquistato il Madrid Master, il titolo spagnolo e quello europeo, affermandosi come una delle rivelazioni del circuito. Non la considero una semplice atleta dotata di talento naturale: la sua crescita mostra quanto contino lettura del gioco, lavoro fisico e qualità delle decisioni.

Il profilo della FIP la accredita, al 14 settembre 2026, del quinto posto nel ranking, con 13.931 punti. Nella stagione in corso ha raccolto 6 titoli e un record di 46 vittorie contro 11 sconfitte, mentre il bilancio di carriera nel circuito Premier Padel è di 23 trofei e 194 successi.

Dato Situazione aggiornata
Data di nascita 31 ottobre 1996
Luogo di nascita Moraleja, Spagna
Altezza 1,60 m
Mano dominante Sinistra
Posizione attuale Lato destro con Bea González
Ranking FIP al 14 settembre 2026 Numero 5
Titoli nel 2026 6

Il ranking, naturalmente, può cambiare di settimana in settimana. Il dato più interessante è un altro: Josemaría resta stabilmente nel gruppo ristretto delle giocatrici capaci di competere per i titoli più importanti, anche dopo un cambio di compagna che avrebbe potuto rallentare la sua continuità.

La coppia con Ari Sánchez ha segnato un’epoca

Dal 2021 al 2025 Josemaría ha formato con Ari Sánchez una delle coppie più vincenti nella storia del padel femminile. Insieme hanno conquistato 44 titoli, compresi 17 trofei Premier Padel, 26 successi nel World Padel Tour e la FIP World Cup Pairs del 2025.

La forza della coppia nasceva dalla complementarità. Ari Sánchez offriva controllo, costruzione del punto e grande capacità di difendere la rete, mentre la compagna portava accelerazioni, soluzioni mancine e una pressione costante sul lato sinistro del campo. Non era una squadra basata soltanto sull’attacco: il vero vantaggio arrivava dalla possibilità di alternare pazienza e improvvisa velocità.

La loro continuità è stata notevole anche nei numeri. Secondo la FIP, nel Premier Padel hanno vinto 146 delle 173 partite disputate insieme, con una percentuale dell’84,4%. Sono rimaste al vertice del ranking per lunghi periodi tra il 2023 e il 2025, prima che la classifica venisse conquistata da Gemma Triay e Delfi Brea.

La separazione professionale non cancella quel capitolo, ma cambia il modo in cui leggere il presente. A mio avviso, è proprio qui che si vede la maturità di una campionessa: non dipendere da un’unica formula tattica e riuscire a rinnovarsi quando cambiano compagna, schemi e responsabilità.

La nuova sfida con Bea González

Nel 2026 Josemaría ha iniziato una nuova fase al fianco di Bea González. La scelta ha creato una coppia molto offensiva, con due giocatrici capaci di accelerare il gioco e di chiudere il punto quando conquistano la rete. Il loro primo titolo insieme è arrivato al Miami P1, dove hanno superato Gemma Triay e Delfi Brea in tre set.

La collaborazione presenta però una difficoltà tattica precisa. Entrambe sono abituate ad assumersi responsabilità offensive, quindi devono coordinare con attenzione chi prende l’iniziativa, chi copre il centro e chi rallenta lo scambio. Quando due giocatrici vogliono comandare ogni punto, il rischio è lasciare spazi dietro o forzare la giocata prima che l’avversaria sia davvero sotto pressione.

Nel corso della stagione la coppia ha mostrato di saper competere per i titoli più importanti. Ha vinto anche tornei a Miami, Buenos Aires, Asunción, Bruxelles, NewGiza e Valladolid, mentre ha raggiunto la finale a Málaga e Madrid. A Madrid, inoltre, ha superato una semifinale complicata rimontando da 0-5 nel terzo set e salvando tre match point. Questo episodio racconta bene la loro identità, ma anche il margine di crescita ancora presente.

Cosa dovranno migliorare

  • Distribuzione degli attacchi, per evitare che entrambe cerchino la chiusura nello stesso momento.
  • Gestione dei momenti lenti, soprattutto quando la superficie riduce l’efficacia del remate.
  • Copertura del centro, fondamentale quando una giocatrice mancina e una destrimane si scambiano le responsabilità.
  • Pazienza sul 30-30, perché nei punti importanti la scelta del colpo pesa più della velocità.

Il loro potenziale è altissimo, ma non lo definirei ancora una coppia perfettamente automatica. Le migliori squadre non vincono soltanto perché colpiscono forte. Vincono perché sanno riconoscere quando accelerare e quando non concedere nulla.

Il gioco di Josemaría spiegato in modo semplice

La spagnola è mancina e gioca con un ritmo molto dinamico. La sua qualità più evidente è la capacità di aprire il campo con il dritto, il pallonetto aggressivo e il remate. La traiettoria mancina crea angoli diversi rispetto a quelli che molte avversarie affrontano abitualmente, soprattutto quando la palla cerca il centro.

Anticipo e pressione

Josemaría cerca spesso di colpire la palla presto, prima che rimbalzi troppo lontano dal corpo. Questo le permette di mantenere le avversarie arretrate e di conquistare spazio verso la rete. Per un giocatore amatoriale la lezione è concreta: l’anticipo non significa correre in avanti senza criterio, ma arrivare preparati sul punto d’impatto.

Remate e variazioni

Il remate è una delle sue armi più spettacolari, ma non è l’unica. Alterna potenza, vibora e bandeja per non rendere leggibile l’attacco. Se il colpo viene giocato sempre alla massima forza, l’avversaria può arretrare e preparare la difesa; la variazione, invece, conserva l’incertezza.

Leggi anche: Gemma Triay: Analisi della n.1 del Padel e Consigli per Te

Uso degli angoli

Una giocatrice mancina può creare linee particolarmente fastidiose con il dritto e con le palle dirette verso il centro. Il punto non è cercare l’angolo impossibile a ogni scambio, bensì costringere l’avversaria a colpire fuori dalla posizione ideale. È un principio che applico spesso anche nell’allenamento dei giocatori di livello intermedio: aprire uno spazio vale più che tentare subito il vincente.

Cosa può imparare un giocatore amatoriale dal suo metodo

Guardare una campionessa può essere utile solo se si trasformano i gesti spettacolari in obiettivi realistici. Copiare il remate di una professionista senza possedere preparazione fisica e tecnica porta spesso a errori, fastidi alla spalla e perdita di controllo.

Io partirei da quattro elementi semplici e misurabili.

  1. Preparazione della racchetta: portala indietro presto, senza aspettare che la palla sia già addosso.
  2. Primo passo: dopo il colpo, torna in equilibrio invece di restare fermo a osservare la traiettoria.
  3. Variazione: alterna una palla profonda, una vibora e una giocata più lenta prima di cercare il punto.
  4. Comunicazione: stabilisci con il compagno chi prende il centro e chi copre il pallonetto.

Per migliorare il modello di gioco offensivo suggerisco una seduta di 60-75 minuti con 10 minuti di mobilità, 15 minuti di bandeja e vibora, 20 minuti di situazioni con ingresso a rete e 15 minuti di punti a tema. La parte più importante non è colpire più forte, ma imparare a riconoscere la palla giusta da attaccare.

La stessa logica vale per l’alimentazione e il recupero. Un incontro intenso può durare oltre due ore, quindi arrivare disidratati o con poche riserve energetiche riduce lucidità e velocità di reazione. Un pasto completo 2-3 ore prima, acqua durante la partita e una fonte di carboidrati facilmente digeribile nei cambi campo possono aiutare, mentre integratori e strategie più specifiche vanno valutati con un professionista.

Perché la sua carriera merita attenzione anche in Italia

Josemaría è interessante per chi segue i giocatori di padel non soltanto per i titoli, ma perché rappresenta l’evoluzione del ruolo offensivo femminile. La sua altezza di 1,60 m dimostra che la prestazione non dipende da un solo parametro fisico: contano rapidità, tecnica, coordinazione e capacità di leggere il rimbalzo.

La sua presenza è particolarmente rilevante per il pubblico italiano anche per il rapporto con il torneo di Roma. Nel 2026 la coppia con Bea González ha raggiunto la semifinale dell’Italy Major, un risultato che conferma quanto il circuito italiano sia diventato un passaggio centrale per le migliori giocatrici del mondo.

Chi vuole studiarla dovrebbe guardare una partita intera, non soltanto gli highlights. Nei video brevi si vedono i vincenti, ma le informazioni più utili stanno nei movimenti senza palla, nella posizione dopo il colpo e nella scelta di rallentare quando l’attacco non è ancora maturo.

La lezione più utile che lascia sul campo

La storia di Paula Josemaría mostra che l’eccellenza nel padel nasce dall’equilibrio tra talento individuale e adattamento. Ha costruito una coppia storica con Ari Sánchez, poi ha accettato una nuova sfida con Bea González mantenendo un ruolo da protagonista ai vertici del circuito.

Per chi gioca in Italia, il messaggio è semplice ma tutt’altro che banale. Si può imparare dal suo coraggio offensivo, però il vero salto di qualità arriva quando si aggiungono scelta del momento, equilibrio e collaborazione con il compagno. È questa combinazione, più del singolo remate spettacolare, a trasformare una buona giocatrice in una campionessa completa.

Domande frequenti

Al 14 settembre 2026 Paula Josemaría occupa il quinto posto del ranking FIP con 13.931 punti. Nel circuito Premier Padel ha conquistato 6 titoli, ottenuto 46 vittorie e subito 11 sconfitte.

Con Ari Sánchez, Josemaría ha vinto 44 titoli tra il 2021 e il 2025, grazie alla complementarità tra costruzione del gioco e aggressività. Con Bea González forma invece una coppia più offensiva, che deve coordinare meglio attacchi, copertura del centro e gestione dei momenti lenti.

Gli elementi più utili sono la preparazione anticipata della racchetta, il primo passo dopo il colpo, la variazione tra palla profonda, vibora e giocata lenta, oltre alla comunicazione con il compagno per coprire centro e pallonetti.

Una seduta di 60-75 minuti può comprendere 10 minuti di mobilità, 15 minuti di bandeja e vibora, 20 minuti di situazioni con ingresso a rete e 15 minuti di punti a tema. L'obiettivo è riconoscere la palla giusta da attaccare, non colpire sempre alla massima potenza.

Valuta l'articolo

Valutazione: 0.00 Numero di voti: 0

Tag

paula josemaría
bea gonzález
bandeja
ari sánchez
remate
Autor Pietro Carbone
Pietro Carbone
Mi chiamo Pietro Carbone e ho accumulato 8 anni di esperienza nel campo del padel, dell'allenamento e dell'alimentazione sportiva. La mia passione per lo sport è iniziata fin da giovane, quando ho scoperto il padel e ho capito quanto potesse essere coinvolgente e stimolante. Mi piace condividere le mie conoscenze per aiutare gli altri a migliorare le proprie performance e a comprendere l'importanza di una corretta alimentazione per sostenere l'attività fisica. Nel mio lavoro, mi impegno a fornire informazioni utili, accurate e aggiornate. Mi piace approfondire le tendenze attuali e semplificare argomenti complessi, in modo che chi legge possa trarre il massimo beneficio dai miei articoli. Sono convinto che una buona preparazione fisica e una nutrizione adeguata siano fondamentali per raggiungere i propri obiettivi sportivi, e il mio obiettivo è rendere queste informazioni accessibili a tutti.

Condividi post

Scrivi un commento

Commenti

3
FI

FilosofoDaBar

no ma che forte è questa Paula, serio?! 23 titoli e 194 vittorie, cioè numeri pazzeschi! e poi l'analisi tecnica, l'aggressività e l'anticipo, è proprio quello che fa la differenza nel padel di oggi, altro che solo potenza. grande articolo! 😂

Pietro Carbone
Pietro CarboneAutore

Grazie mille! Ciao!

PA

Paola_98

Ottimo articolo su Paula Josemaría. Dà un'ottima panoramica della sua carriera e di quello che la rende una giocatrice così speciale.

Pietro Carbone
Pietro CarboneAutore

Grazie mille! Cieszę się, że artykuł się spodobał.

ST

Stefano

È sempre un piacere leggere di atleti che non solo eccellono nel loro campo, ma che ridefiniscono anche il modo in cui il gioco viene percepito e giocato. La descrizione di Paula Josemaría come una campionessa che "cambia il ritmo del padel" è davvero azzeccata e mi ha fatto riflettere su quanto sia importante l'innovazione in ogni disciplina. La sua aggressività, l'anticipo e la capacità di aprire gli angoli, mettendo in secondo piano la pura potenza, sono una lezione di strategia e intelligenza tattica che va ben oltre il campo da padel. Mi viene in mente quanto sia fondamentale applicare principi simili anche nella vita di tutti i giorni, dove spesso la finezza e la visione d'insieme contano più della forza bruta. È un esempio che ispira, mostrando come la tecnica e la mente possano prevalere, e il suo percorso con Bea González, dopo una collaborazione così significativa, dimostra anche una grande capacità di adattamento e di ricerca di nuove sinergie.