Nell’evoluzione del padel conta molto anche chi costruisce le regole del gioco fuori dal campo. La figura di Luigi Carraro è importante proprio per questo: rappresenta la direzione istituzionale del movimento e aiuta a capire perché oggi il padel è più organizzato, più internazionale e più vicino a un percorso sportivo completo. Qui trovi una lettura pratica del suo ruolo, di ciò che ha spinto a cambiare e di come tutto questo incide su giocatori, tecnici e club in Italia.
Le informazioni essenziali per capire il suo peso nel padel
- È il presidente della International Padel Federation, quindi il volto istituzionale del padel mondiale.
- La sua influenza si vede in calendario, ranking, tornei, formazione tecnica e spinta olimpica.
- Nel 2026 il padel è praticato in oltre 150 paesi, con circa 35 milioni di amatori e 100 federazioni affiliate.
- Per i giocatori italiani conta soprattutto l’effetto su opportunità, regole, percorsi giovanili e accesso ai circuiti.
- L’Italia è un mercato decisivo: oltre 17.300 campi e più di 6 milioni di praticanti nel report più recente.
- Il 2026 apre spazio anche agli amatori con un circuito ufficiale dedicato, segnale importante per tutta la base.

Chi è Luigi Carraro e perché il suo nome conta
Per me il punto chiave è semplice: non si parla di un volto mediatico del circuito, ma del presidente della International Padel Federation, cioè dell’ente che governa il padel a livello mondiale. Nel 2024 è stato rieletto all’unanimità e nel 2026 resta il riferimento istituzionale di un movimento che cresce in modo rapido e non sempre lineare.
Questo spiega perché il suo nome torna quando si parla di calendari, ranking, nuovi tornei, formazione di tecnici e arbitri, oppure della spinta olimpica. In pratica, Carraro non incide sul colpo spettacolare di un giocatore, ma sulle condizioni che rendono quel colpo parte di uno sport più solido.
Se segui il padel da giocatore, è utile leggere il suo profilo come quello di chi orienta il sistema. E il sistema, nel padel, pesa parecchio: determina dove puoi giocare, a che livello puoi salire e quanto è leggibile la strada tra amatoriale e professionismo.
La struttura che ha dato al padel una geografia più chiara
La parte più interessante del suo lavoro è la costruzione di un ecosistema meno confuso. Oggi il giocatore riconosce più facilmente i gradini del percorso: i circuiti professionistici, quelli di sviluppo, quelli giovanili e, dal 2026, anche un canale pensato per gli amatori con il lancio di FIP Beyond. Questo è un cambio di mentalità prima ancora che di calendario.
Nel 2026 la federazione indica 100 federazioni affiliate, padel praticato in oltre 150 paesi e circa 35 milioni di amatori. Nel World Padel Report 2025 della FIP, inoltre, la crescita è misurata con numeri molto concreti: oltre 35 milioni di giocatori, +16,1% di club, +15,2% di campi e +42% di tesserati federali rispetto all’anno precedente. Quando una disciplina accelera così, la governance non è un dettaglio: è ciò che evita che il successo si trasformi in disordine.
| Circuito | A chi serve | Che cosa offre davvero |
|---|---|---|
| Premier Padel | Professionisti | Massima visibilità, punti pesanti, tornei di vertice |
| Cupra FIP Tour | Giocatori in ascesa | Ponte competitivo tra circuito nazionale e top level |
| FIP Promises | Under 12, Under 14, Under 16, Under 18 | Esperienza internazionale precoce e sviluppo tecnico |
| FIP Beyond | Amatori | Spazio ufficiale per chi vuole competere senza essere pro |
Questa gerarchia interessa molto più di quanto sembri. Quando il percorso è chiaro, il giocatore capisce meglio dove entrare, quando fare un salto di livello e quando invece rischia di bruciare tempo ed energie inseguendo un torneo troppo ambizioso per il proprio momento tecnico. E da qui si arriva alla domanda più concreta: che cosa cambia davvero in campo e fuori dal campo.
Cosa cambia davvero per i giocatori
Qui si vede la ricaduta pratica. Un ranking più leggibile, un calendario più ordinato e un insieme di regole più omogeneo aiutano a programmare meglio stagione, viaggi e obiettivi. Per chi gioca seriamente, questa chiarezza vale quasi quanto un buon allenamento fisico, perché riduce gli sprechi e rende più sensata la scelta dei tornei.
In occasione della sua rielezione, Carraro ha spinto anche su corsi per allenatori e arbitri, su un nuovo codice di giustizia sportiva e su un codice etico aggiornato. Tradotto in pratica: più standard, più trasparenza e meno spazio a interpretazioni casuali. Non è la parte più spettacolare del padel, ma è quella che protegge il livello del gioco e la credibilità dei risultati.
| Scelta federale | Effetto in campo | Perché conta |
|---|---|---|
| Calendario più leggibile | Meno sovrapposizioni e meno improvvisazione | Aiuta a pianificare la stagione con criterio |
| Formazione di allenatori e arbitri | Match più regolari e contesti più affidabili | Migliora la qualità percepita dei tornei |
| Codice etico e giustizia sportiva | Regole più chiare nei momenti delicati | Riduce ambiguità e tutela gli atleti |
| Spinta verso l’alto del movimento | Più attenzione mediatica e più investimenti | Fa crescere il valore complessivo del padel |
Per chi gioca ogni settimana, il messaggio è molto semplice: il padel moderno premia chi sa leggere il contesto, non solo chi colpisce bene. E il contesto italiano rende questa lettura ancora più importante.
Perché l’Italia è un test decisivo
Il mercato italiano è troppo grande per essere trattato come semplice tappa di passaggio. Nel report più recente, l’Italia supera i 17.300 campi e conta oltre 6 milioni di praticanti, con una base enorme di appassionati che sostiene club, tecnici, sponsor e tornei. Per chi vive il padel qui, il punto non è solo “quanto cresce lo sport”, ma quanto cresce con una struttura che regge davvero.
Roma è il simbolo più chiaro di questo passaggio. Il Foro Italico non è solo una vetrina per i top player: è il luogo in cui il padel italiano si misura con standard internazionali, pubblico grande e pressione organizzativa alta. Quando un Major funziona lì, l’effetto non resta nell’élite: arriva ai circoli, ai giovani che guardano il torneo e ai giocatori che capiscono che il livello richiesto si è alzato.
In questo senso, l’Italia è utile anche per leggere l’impostazione di Carraro: se un paese con una base enorme riesce a produrre eventi forti, formazione e un percorso più ordinato, allora il modello può essere replicato altrove. E questo porta direttamente alla domanda più utile per chi gioca: che cosa conviene fare adesso.
Come leggere queste scelte se vuoi migliorare come giocatore
Io darei meno peso alle dichiarazioni di facciata e più alla traiettoria complessiva. Se il sistema si sta organizzando meglio, il giocatore intelligente fa la stessa cosa: smette di improvvisare e costruisce una stagione con obiettivi chiari.
- Scegli il circuito in base al tuo livello reale, non al nome più elegante del torneo. Un salto prematuro brucia energie e fiducia.
- Usa il calendario ufficiale per pianificare i picchi di forma. Nel padel, viaggi e recupero contano quasi quanto gli allenamenti in campo.
- Se sei giovane, punta sui percorsi di sviluppo. I circuiti giovanili servono proprio a farti entrare nel ritmo internazionale senza saltare i passaggi.
- Se giochi da amatore, tratta FIP Beyond come un segnale: il padel non si sta chiudendo ai professionisti, sta allargando la base organizzata.
- Non ignorare il lavoro di allenatori e arbitri. Un contesto più professionale migliora anche la qualità delle partite che giochi nel weekend.
La parte più concreta di tutto questo è semplice: chi capisce la struttura del movimento prende decisioni migliori su tornei, preparazione e investimenti. E nel padel, decisioni migliori significano spesso più punti, meno errori e stagioni più pulite.
Il segnale più utile da portarsi a casa nel 2026
La lettura che trovo più utile, alla fine, è questa: Carraro non va guardato solo come dirigente, ma come indicatore di direzione. Se il suo lavoro spinge su governance, crescita internazionale, giovani e amatori, allora il padel sta maturando in modo reale e non solo mediatico.
Per chi segue i giocatori padel, questo significa tenere d’occhio non soltanto i risultati, ma il contesto che li produce. Il risultato importante di oggi nasce quasi sempre da un sistema più ordinato di ieri, e nel padel questo legame è ormai evidente.
Se devo ridurlo a una sola idea, è questa: per capire dove sta andando il padel, guardo prima alla struttura e poi ai campioni. I campioni accendono l’attenzione, ma sono le scelte di vertice a stabilire quanto il gioco resterà accessibile, credibile e competitivo per chi lo pratica ogni settimana.
